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venerdì 17 dicembre 2010

Fotografare la luna

Da sempre il nostro satellite naturale ha affascinato l'uomo e da sempre l'uomo ha cercato strumenti adatti ad immortalarlo.

Per riprendere adeguatamente la luna non servono apparecchiature sofisticate o costose, più che altro servono alcuni accorgimenti, cerco di spiegare in questo spazio come procedere per ottenere il meglio con la nostra attrezzatura.

Per poter immortalare anche i crateri della luna sono sufficienti le seguenti caratteristiche:

Macchine compatte: zoom almeno 10X (focale equivalente al 35mm ==> almeno 300 mm).

Macchine reflex: obiettivo zoom almeno 200mm.

Dando per scontato che tutte le macchine reflex permettono i controlli manuali su tutti i parametri, va specificato che per le compatte è necessario che sia possibile impostare manualmente i parametri relativi a:

  • tempo;
  • diaframma;

Spesso utilizzando le macchine in automatico per fotografare la luna si ottiene che la luna viene talmente sovraesposta(bianca) che non è possibile intravedere i crateri, questo avviene perchè occupando la luna stessa una porzione molto limitata del fotogramma, ed essendo il resto del fotogramma nero, il programma automatico che controlla l'esposizione tende a sovraesporre, per cui è necessario procedere(se la macchina non ha controlli manuali) con il programma di esposizione "spot", in tal modo la macchina "sbaglia" di meno, valutando l'esposizione in un'area più ristretta del fotogramma.


Avendo invece a disposizione i controlli manuali, è possibile procedere con tentativi ad esempio:
Tempo 1/200 di secondo
Diaframma f/5


Si fanno delle prove e si regola mano mano fino ad ottenere il risultato voluto.


Allego alcuni esempi di foto alla luna eseguiti sia con macchina compatta(bridge) sia con reflex.


Cliccare sulla foto per ingrandire
Fotocamera: Panasonic 
Modello: DMC-FZ50
ISO: 100
Esposizione: 1/60 sec
Diaframma: 6.3
Distanza focale: 88.8mm
focale equivalente 420mm






cliccare per ingrandire
Fotocamera: OLYMPUS IMAGING CORP. 
Modello: E-510 
ISO: 100
Esposizione: 1/400 sec
Diaframma: 6.3
Distanza focale: 150mm
focale equivalente 300mm

giovedì 18 novembre 2010

Lente autocostruita

Date le numerose richieste circa la "lente autocostruita" e non essendo più disponibile il vecchio link dove spiegavo come l'avevo realizzata, cerco di sintetizzare in questo spazio la sua realizzazione.

Intanto premetto che "di fatto" non ho autocostruito nulla, nel senso che ho solo cercato, provato e testato diversi tipi di aggiuntivi ottici per poter ottenere un maggior RR(rapporto di riproduzione) del soggetto inquadrato.

Utilizzando per la macrofotografia, prevalentemente una bridge e per la precisione  la Panasonic Lumix FZ50, la scelta dell'aggiuntivo ottico era l'unica via percorribile (visto che non vi è possibilità come nelle reflex di cambiare obiettivo o utilizzare anelli distanziatori o soffietti).

Le prime prove sono state effettuate utilizzando un set di lenti close-up della Marumi (+1, +2, +4).

Durante l'utilizzo in campo di tali lenti è emerso subito un problema di caduta di nitidezza ai bordi del fotogramma, caduta poco percettibile utilizzando la lente gradazione +1, ma molto evidente con la lente gradazione +4, a ciò va aggiunto soprattutto con l'utilizzo delle lenti +2 e +4 una pesante produzione di aberrazioni cromatiche. Tutto ovviamente amplificato abbinando più lenti closeup.

Da ciò ho tratto come conclusione che può essere utilizzata con una discreta qualità la sola lente gradazione +1 (la quale nel caso della mia macchina fotografica al massimo tele 420mm, porta la distanza minima di messa a fuoco dai circa 2 metri nominali a circa 1 metro), questo permette di riprendere agevolmente soggetti non troppo piccoli da una distanza di sicurezza, appunto di un metro circa (va bene per lepidotteri di medio/grandi dimensioni tipo podalirio, macaone e libellule.

Non pienamente soddisfatto della qualità ottenuta, ho provato a smontare vari binocoli, quasi tutti con lenti con riflessi rossi, dalle prove ho ottenuto un rapporto di ingrandimento simile a quello della lente closeup gradazione +4, ho notato un minor decadimento della nitidezza ai bordi(quasi assente per la verità) però tutta l'immagine vira sul verde, per cui le cromie non rispondono alla realtà.

Nei vari tentativi mi è capitato un monoculare Russo, smontato la lente frontale, ho notato che è un doppino acromatico, per cui le aberrazioni vengono corrette, montato davanti l'obiettivo alla meglio (tramite un adattatore di fortuna e del nastro isolante, ho notato che sia la caduta di nitidezza che le aberrazioni sono invisibili ad occhio nudo, inoltre raggiunge (sempre al massimo zoom 420mm) circa lo stesso RR della lente closeup +4.


 



La maggior parte delle fotografie macro presenti nei miei album sono realizzate appunto con l'accoppiata FZ50 + questa lente autocostruita.

Avendo a disposizione anche una reflex (Olympus E-510) ho provato a montare tale lente davanti l'obiettivo fornito in kit con la macchina stessa (lo zoom ZD 40-150) e devo ammettere che pur non ottenendo lo stesso RR che ottengo sulla FZ50 (anche per via del tele che in questo caso si ferma a 150mm "300mm equivalenti al formato 35mm", contro i 420mm della fz50) però la qualità ottenuta in termini di immagine soddisfa le mie attuali esigenze.


Qualche foto realizzata con tale lente:














venerdì 12 novembre 2010

Fotografia e visione

La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha.
Neil Leifer


Spesso una scena assume un significato diverso a secondo di chi la osserva, così può capitare che la visione di un paesaggio di campagna può essere sublime per un amante della natura e può la stessa scena essere poco gradita a chi non ama la campagna.

Di conseguenza non esiste una verità assoluta ma una visione soggettiva della scena che si para dinanzi.

Il fotografo ha la possibilità di catturare la realtà che gli piace, che più lo stimola, ma soprattutto può mostrare attraverso la fotografia la "sua" interpretazione della realtà.

Vi mostro due scatti che ritraggono la stessa scena (il fiume Sele in piena), in cui ho dato una interpretazione completamente diversa tra le due, ecco allora che un evento come quello del fiume in piena può essere visto e quindi mostrato come un evento idilliaco nella prima foto, dove la luce illumina il tutto trasmettendo quasi un senso di serenità:









Ed ecco la visione della stessa scena in veste più cupa, scura al punto di incuotere quasi timore, la luce va man mano attenuandosi fino a lasciare il posto al buio sotto al ponte:



venerdì 22 ottobre 2010

FLY

Fotografare insetti in volo non è certo la cosa più facile di questo mondo, tuttavia studiando attentamente le abitudini degli insetti e l'habitat in cui si muovono permette di aumentare le probabilità di ottenere qualche buon scatto.
Allego di seguito qualche foto di insetti ripresi in volo.









mercoledì 20 ottobre 2010

Fotografare con la rugiada

Alzarsi la mattina prima che sorge il sole ha diversi vantaggi per chi piace fotografare insetti e per gli amanti della natura in generale.
A quell'ora tutto è calmo, questo avvantaggia non poco gli amanti della macrofotografia, in assenza di vento è possibile scattare con il cavalletto ed usare tempi di esposizione sufficientemente lunghi dell'ordine di uno o più secondi.
Inoltre spesso è possibile trovare soggetti (lepidotteri, odonata, ecc..) completamente ricoperti di rugiada, questo conferisce alla foto stessa maggior enfasi.
Allego di seguito qualche foto scattata di mattino presto:



Pubblicata sul National Geographic Magazine (Ottobre 2008)





domenica 17 ottobre 2010

Il Sele, un fiume che vola

La Valle del Sele è appunto attraversata dal fiume Sele, un fiume che ancora oggi può fregiarsi del titolo di fiume pulito, lungo il corso di tale fiume numerosi sono gli affluenti minori, inoltre vi si riversano nella zona termale in prossimità di Contursi Bagni le acque calde a base di zolfo.
In particolari condizioni termiche e grazie anche alle acque calde che vi si riversano è possibile scorgere uno spettacolo naturale degno di nota, ovvero il fiume che vola.
In effetti quando tali condizioni termiche si verificano si ha un'evaporazione delle  acque e si forma un cordone di nebbia lungo tutto il tratto fluviale, sollevato dal letto del fiume di pochi metri, la sensazione è appunto quella di vedere il fiume in volo !
E' uno spettacolo che si presenta di rado e quasi sempre osservabile la mattina presto(anche se mi è capitato di osservare lo stesso fenomeno anche nella tarda sera).
Ho provato in più occasioni di riprendere tale fenomeno e Vi mostro qualche foto che almeno in parte rende l'idea.